IL RUOLO DELLA BANCA NEI PROCESSI DI RISTRUTTURAZIONE AZIENDALE

dadiTerminiamo la pubblicazione degli abstract degli interventi del seminario “Crisi e ristrutturazione d’impresa  tra continuità aziendale e continuità manageriale” con l’intervento  del

Dott. Davide Russo

(Team Leader Large Corporate Restructuring – Gruppo Unicredit)

dal titolo:

IL RUOLO DELLA BANCA NEI PROCESSI DI RISTRUTTURAZIONE AZIENDALE

 

Analisi della Crisi

La crisi economica, con le attuali dimensioni, impatta sulle imprese sia direttamente, incidendo sui mercati di approvvigionamento e di vendita delle materie prime e dei prodotti, sia indirettamente, accentuando i fattori di debolezza già presenti nelle aziende.

L’Impatto diretto si manifesta attraverso:

  • Minori Ordini sia sul Mercato Interno sia sui mercati Internazionali
  • Minore fiducia nel sistema da parte di Investitori e Consumatori
  • Condizioni più restrittive nel mercato del Credito e della Finanza

L’impatto indiretto si estrinseca attraverso l’accentuazione delle possibili debolezze presenti in azienda ed in particolare riguardo:

  • Situazione Finanziaria
  • debole capitalizzazione (PMI)
  • forte leva finanziaria (nel mercato Corporate)
  • eccessivi bisogni di finanziamento a breve dovuti a ciclo commerciale penalizzante e ad un limitato potere di mercato nei confronti di fornitori e clienti
  • eccessivo utilizzo della leva finanziaria per strutturare operazioni di LBO, ora in pesante difficoltà a seguito riduzione della redditività.
  • Strategie gestionali


Adozione di scelte strategiche che non trovano concreta realizzazione Management in molti casi impreparato alla gestione della crisi

  • Prodotto & concorrenza
  • Debole innovazione di prodotto
  • Mancata specializzazione nella qualità e nelle produzioni a maggiore valore aggiunto
  • Reazione incerta alle nuove condizioni di un mercato più competitivo e aggressivo nelle attribuzione delle risorse, nella qualità e nelle condizioni di vendita del prodotto.

 

Itinerari di possibili soluzioni

L’approccio della banca nelle attività di ristrutturazione si sviluppa:

  1. Identificazione delle cause della crisi e delle possibilità di soluzione
    • Crisi strutturale
    • Crisi congiunturale
  2. Comprensione d’ipotesi di risoluzione ed azione di restructuring
  3. Approccio di accompagnamento/sostegno all’Impresa in termini:
  • Finanziari mediante l’Implementazione di un Piano di Restructuring finanziario e le possibili azioni di:
    • Moratoria
    • Consolidamento debito
    • Riscadenzamento
    • Nuova Finanza
    • Ricerca partner finanziario
    • Ricapitalizzazione

Oppure con azioni di sostegno e consulenza al cliente ed indirizzo nelle scelte strategiche (quali ad esempio il riposizionamento sul mercato) e manageriali.

 

Il punto di partenza dei processi di ristrutturazione è l’analisi del Piano Industriale dell’Azienda

Sarà necessario capire se il Business Model dell’Azienda è ancora valido e quali strumenti ci vogliono per adattarlo eventualmente ai nuovi scenari di mercato. Sarà inoltre opportuno verificare se esso sia realisiticamente compatibile con le possibilità d’intervento precedentemente indicate.

Per tale ragione un ruolo importante, nei processi di ristrutturazione aziendale, è rivestita dei Consulenti Finanziari e Industriali che hanno contribuito a realizzare il business plan e ne hanno condiviso le linee strategiche.

 

L’obiettivo della Banca è quello di Massimizzare il recupero del Credito tramite la Continuità Aziendale

La massimizzazione del recupero del credito dipende dalla massimizzazione del valore dell’Impresa che, naturalmente va a beneficio di tutti gli Stakeholders ossia:

  • Fornitori
  • Dipendenti
  • Management
  • Istituzioni Pubbliche
  • Azionisti

 

La struttura Restructuring opera sul portafoglio identificato attraverso le seguenti operazioni e l’utilizzo dei seguenti strumenti tecnici:

  1. Concessione di “Standstill agreement” ovvero accordo di moratoria.
  2. Consolidamento / Riscadenziamento dei finanziamenti in essere.
  3. Concessione di nuova finanza.
  4. Conversione dei crediti in strumenti partecipativi del capitale dell’impresa.
  5. Ricerca di partner industriali/finanziari per ricapitalizzazione.

Gli interventi riguardano in genere un pool di crediti. La ristrutturazione può condurre ad una forma di sindacazione del prestito, in cui si considerano i crediti dotati di caratteristiche simili come un unico grande prestito, contratto con le banche in pool, al fine di facilitare le trattative.

Standstill Agreement/Accordo di Moratoria

L’intervento presuppone l’unanimità delle adesioni da parte del sistema bancario interessato ed una attenta gestione dell’eventuale scaduto fornitori.

  • Impegno delle banche a non richiedere il pagamento di qualsiasi importo dovuto, anche se scaduto, ed a non intraprendere azioni per il recupero del proprio credito.
  • La moratoria si associa spesso all’impegno al mantenimento/ripristino della normale operatività delle linee autoliquidanti nei limiti degli utilizzi.
  • Intervento di durata contenuta.
  • Finalità: favorire la continuità aziendale nelle more della negoziazione e definizione di un piano industriale e finanziario di ristrutturazione del debito ed eventualmente di ricapitalizzazione.

 

Consolidamento/Riscadenziamento dell’indebitamento

E’ la forma d’intervento di gran lunga più applicata in quanto, da sola, può soddisfare l’esigenza di eliminare lo stato di insolvenza.

  • Revisione delle condizioni contrattuali (piano di ammortamento, tasso, covenants ecc.).
  • In genere è previsto un periodo di grazia di 2-3 anni in cui il servizio del debito è limitato al pagamento degli interessi.
  • Eventuali clausole di ristoro: variazione incrementale della remunerazione sul debito consolidato all’ottenimento di clausole gestionali superiori alle previsioni di budget.
  • Finalità: fasare i flussi di rimborso sulla base dei cash flow previsti dal Piano Finanziario e, se interviene anche la riduzione nella remunerazione, favorire l’adempimento del Piano Industriale adeguando l’entità degli oneri finanziari alla capacità della redditività operativa.

Erogazione di Nuova Finanza

Rappresenta uno degli aspetti più delicati e controversi della ristrutturazione finanziaria poiché accresce i profili di rischio (di credito e di revocatoria) e di responsabilità (civili e penali) delle banche, mitigabili con il ricorso all’asseverazione del Piano di risanamento ex art. 67 co. 3 lett. d) Legge Fallimentare (“L.F.”) o agli Accordi di Ristrutturazione ex art. 182 bis L.F.

  • Assunzione di un rischio di credito aggiuntivo allorché, per il rilancio dell’attività d’impresa, non sia sufficiente la riattivazione delle linee autoliquidanti in essere all’atto della manifestazione della crisi.
  • Concessa in genere dalle banche maggiormente esposte, a tassi di mercato e nelle forme tecniche di credito autoliquidante oppure di term loan garantito.
  • Può essere opportuna, sempre che rientri nelle previsioni del piano, quando è destinata a finanziare:
    • investimenti che contribuiscano al processo di recupero del valore aziendale;
    • una espansione del capitale circolante per far fronte ad esigenze di liquidità momentanee.

 

Conversione in Equity o in strumenti “Semi Equity”

  • Per riattivare un canale virtuoso tra credito ed economia va riannodata e potenziata la relazione tra banca e impresa: nel breve periodo, questo può significare anche che la banca percorra modalità di coinvolgimento diretto a sostegno dell’impresa, nel rispetto della sua capacità di gestione, per salvaguardarne la continuità ed evitarne il fallimento.
  • Si può ricorrere in tali casi a strumenti di “semi equity” (prestiti convertibili, cum warrant), rispettando comunque l’esigenza di:
    • evitare il rischio puro d’impresa e le conseguenti responsabilità gestionali;
    • mantenere il minor rischio tipico di un fixed claimant combinandolo con l’upside opportunity che compete ad un residual claimant;
    • ridurre il costo del finanziamento a fronte del riconoscimento dell’opzione, con beneficio per l’azienda risananda;
    • monitorare la gestione indirettamente mediante l’introduzione di covenants.
    • Tali strumenti devono tener conto del rispetto della normativa Banca d’Italia in materia di vigilanza (assunzione di partecipazioni in imprese in temporanea difficoltà finanziaria).

 

Aumento di Capitale e ricerca Nuovi Partner

  • L’apporto di mezzi freschi favorisce il riequilibrio della struttura patrimoniale e finanziaria.
  • E’ un segnale per le banche di fiducia nel piano industriale da parte degli attuali o di nuovi soci a supporto della ristrutturazione dell’indebitamento.
  • In assenza di disponibilità da parte degli attuali soci alla ricapitalizzazione, la banca può richiedere che venga incaricato un advisor per la ricerca di investitori terzi:
    • Partner industriale: qualora siano riscontrabili sinergie concrete e gli asset dell’azienda target siano strategici per altri operatori dello stesso settore;
    • Partner finanziario: fondo di private equity e turnaround financing con l’obiettivo di risanamento e rilancio.
    • Apertura di un negoziato tra banche e nuovo investitore circa i termini e le condizioni dell’ingresso nel capitale.

Il Restructuring di una controparte non può esaurirsi in esclusive azioni finanziarie sulle aziende ma deve contemplare anche un vera e propria “Partnership” operativa con l’Azienda che preveda anche:

  • Revisione della strategia e del modello di impresa con il detto, importantissimo, ruolo degli Advisors
  • Consulenza sull’adozione di temporary Managers (CRO), di fiducia degli Istituti Creditori.
  • Eventuale cambio di governance dell’azienda in particolare per quanto concerne gli assetti proprietari e il management, con la possibilità di aprire gli organi societari a Consiglieri Indipendenti.
  • Eventuale riposizionamento di mercato, attraverso un’analisi approfondita sui prodotti e sui competitors dell’impresa.
  • Entrata di nuovi partners, finanziari e/o Industriali all’interno dell’azienda.

Per ulteriori approfondimenti non esitate a contattarci o a consultare il testo della nuova Legge Fallimentare.

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One thought on “IL RUOLO DELLA BANCA NEI PROCESSI DI RISTRUTTURAZIONE AZIENDALE

  1. Buongiorno, son d’accordo in sostanza sulle soluzioni prospettate, in particolare sulla emergenza delle PMI italiane dettata anche sulla carenza di liquidità. Su questo punto ne deriva la piena sintonia con l’analisi rappresentata avendo riguardo agli strumenti da adottare per garantire la sopravvivenza dell’azienda ed il recupero del capitale da parte della Banca. Il 67 ed 182 bis, sono un buon strumento (un buon inizio).

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