Contenuti preliminari del piano attestato sulla base art. 67 l.f.

I contenuti preliminari del piano attestato sulla base dell’art 67 l.f.

Il piano industriale è uno strumento di lavoro che l’imprenditore sì da per tracciare la strada che intende seguire, almeno nel futuro triennio e naturalmente, per controllare se i suoi passi si muovono nella giusta direzione.

Il piano sintetizza, infatti, una serie di scelte strategiche che l’imprenditore ha già fatto ma che, probabilmente, ancora non hanno avuto un’integrale manifestazione economica e finanziaria ma la dispiegheranno nel futuro. Nella fattispecie del Piano attestato ex art. 67 l.f. esso contempla, come già detto in precedenza, due tipologie d’attività: le scelte fatte dall’imprenditore e le richieste ai terzi, garantite proprio dall’art. 67 l.f.

Naturalmente il piano industriale che ha una visibilità solamente interna all’azienda, ossia al management, all’imprenditore ed ai soci, ha bisogno di una minore fase descrittiva e si possono senz’altro eliminare buona parte delle premesse in quanto ampiamente conosciute dai destinatari del piano. Viceversa, come nel caso del piano attestato ex art. 67 l.f., esso è destinato a circolare e ad essere giudicato, da vari interlocutori, anche e soprattutto al di fuori dell’azienda. Sarà pertanto necessario considerarlo anche come uno strumento di marketing. Dovrà essere, pertanto, piacevole nella presentazione, con foto di momenti di vita aziendali e delle pubblicità usate, di grafici che faranno facilmente comprendere i macro fenomeni aziendali. Dovrà, inoltre, essere chiaro nella definizione dei punti di partenza e d’arrivo (proprio nella sua ragionevolezza sarà, infatti, attestato), dovrà coprire tutti i possibili dubbi che i vari interlocutori potranno avere. Ogni punto critico dovrà avere una propria, appropriata, evidenziazione e proposta di soluzione.

Le prime pagine si comporranno di elementi descrittivi preliminari, necessari ad inquadrare l’azienda, le ragioni della crisi e le soluzioni previste. Successivamente, saranno illustrate le strategie aziendali in due modi, uno sintetico ed uno analitico.

La parte sintetica sarà composta di poche pagine dove sarà esposto l’intero piano, con l’ausilio quasi esclusivo dei numeri, lasciando alla seconda parte i maggiori dettagli. Utilizzare questa “strategia” di presentazione è finalizzata all’uso che il piano avrà, infatti:

  • Nelle presentazioni che l’azienda o gli advisors faranno ai vari interlocutori difficilmente si avrà il tempo di presentare l’intero piano nei suoi dettagli. Si tenderà, pertanto, a sintetizzarne i contenuti, lasciando agli interlocutori il tempo di analizzarlo in un momento successivo.
  • Il piano sarà facilmente letto e compreso anche da chi ha poco tempo per un’analisi integrale, consentendo comunque, a questo tipo d’interlocutori, di ottenere nella parte d’approfondimento gli eventuali dettagli necessari per una più chiara comprensione.
  • La parte sintetica, potrà essere usata come promemoria veloce da chi dovrà fare delle relazioni o da chi dovrà fare un’ulteriore presentazione all’interno della propria organizzazione.

Esaminiamo con maggior dettaglio gli elementi preliminari del piano:

  1. Breve storia dell’azienda e sua governance

La storia dell’azienda, soprattutto per chi la conosce solo attraverso il piano, deve dare un’indicazione dei valori espressi dell’azienda in termini di proposizione sul mercato e posizionamento. Inoltre si dovrà evidenziare l’evoluzione, per tappe fondamentali, della governance aziendale.

  1. Ragioni della crisi

Questo aspetto è fondamentale, anche solo per dimostrare agli interlocutori terzi, rispetto all’azienda, di avere capito quali sono i punti che hanno causato lo squilibrio aziendale.  Si dovrà indicare con puntualità la genesi degli errori strategici commessi, quale errata visione del marcato si è avuta, eventuali eccessivi o insufficienti investimenti compiuti, etc.

  1. Strategie di riorganizzazione interna e riequilibrio aziendale

Normalmente le strategie previste per riequilibrare l’azienda sono molteplici, ed è con la combinazione di tutte le azioni che si punta al turnaround. Per ogni azione prevista si dovrà indicare l’impatto economico, finanziario e patrimoniale così che l’azione combinata di tutte le strategie potranno immediatamente essere valorizzate, nel volume complessivo, all’interno del piano. Inoltre, si conoscerà facilmente, l’impatto che la mancata attuazione di una o più azioni porterà al piano industriale.

Le strategie indicate dovranno naturalmente avere il requisito della ragionevolezza, richiesto per l’attestazione ex art. 67 l.f., pertanto alcune scelte difficilmente saranno considerate valide, quali ad esempio l’aumento delle marginalità sulle vendite o l’incremento del volume d’affari. Tali strategie, infatti, dovranno essere validamente motivate altrimenti non si vede la ragione per cui non sono attuate in precedenza. Viceversa (Come già evidenziato), tutte le decisioni che dipendono dalla volontà dell’azienda quali diminuzione dei costi fissi, tagli di rami d’azienda poco produttivi, diminuzione del costo del personale, etc saranno ragionevolmente accettate nel piano, soprattutto se tali azioni sono state già intraprese dalla società, anche se non vi è stata la loro completa manifestazione economica e finanziaria.


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